A Manchester Orchestra

Uscito lo scorso luglio il disco della band americana con sede ad Atlanta capitanata dal cantante Handy Hull ci offre il capitolo più intenso e importante dopo 16 anni di alti e bassi.

A Black Mile To The Surface
(2017, Loma Vista)
01 The Maze
02 The Gold
03 The Moth
04 Lead, SD
05 The Alien
06 The Sunshine
07 The Grocery
08 The Wolf
09 The Mistake
10 The Parts
11 The Silence

Gli A Manchester Orchestra non sono una band ‘orchestrale’ nè sono di Manchester, anzi non sono inlgesi, ma americani di Atlanta.
Il nome deriva dai gusti musicali dei mambri fondatori che apprezzavano gli Smits e altre band degli anni ’80.Il disco vuole ‘ripulirsi’ dal precedente ‘The Hope’ una sorta di punk rock con atmosfere più sommesse, canzoni con più organico, quasi un concept album, canzoni legate tra loro quasi come fosse un unico pezzo; un folk rock malinconico. La band che nel corso degli anni, refrattaria alle mode, ha subito diversi cambiamenti trova in questo lavoro ha definitivamente snmussato gli angoli più spigolosi riscoprendo l’introspensione e la raffinatezza con brani come’The alien’ fosre l’episodio più importante.
Ce ne accorgiamo subito ascoltando due brani clamorosi e struggenti come The Gold e Lead, SD, canzoni dove fa ancora una volta capolino il tormento tipico delle migliori composizioni di un Andy Hull che con il suo inconfondibile timbro vocale regala un ulteriore valore aggiunto. C’è però anche dell’altro, come la riappacificante The Alien (forse il miglior episodio del disco), la cupa The Wolf e la riuscita epicità della conclusiva The Silence.
Con l’aumentare degli ascolti, emergono sornioni tutti quei dettagli capaci di particolareggiare (in parte) la struttura di un album che farà sicuramente felici i fedelissimi dell’Indie folk: infarcito di com’è di chitarre spigolose volte a spezzarne l’andatura.
Tutti i brani, ad eccezione di uno solo, sono anticipati dall’articolo “the”, come se ogni canzone rappresentasse una storia, un pezzo del mosaico che sintetizza l’esperienza artistica del gruppo. In quest’ottica, ecco che i riferimenti a gruppi come Fleet Foxes, R.E.M. e anche Manic Street Preachers assumono un altro spessore.

The Gold:

The Alien:

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