“The Sparks Brothers” un docufilm dedicato agli Sparks

Diretto dal regista inglese Edgar Wright (autore tra gli altri di “L’alba dei morti dementi”, “Hot Fuzz”, “Scott Pilgrim vs. the World” e “Baby Driver”), racconta la storia geniale dei fratelli Ron e Russell Mael attraverso immagini di repertorio ed interviste illustri come quelle realizzate con Beck, Jack Antonoff, Weird Al, Jason Schwartzmann, Todd Rundgren, Giorgio Moroder, Flea e molti altri.

Presentato al SundanceThe Sparks Brothers” sarà disponibile a partire dal 18 giugno.
Attraverso filmati storici, interviste divertentissime e tanto materiale di archivio il regista vuole con questo docufilm ‘celebrare’ degnamente e in maniera definitiva, i fratelli Ron e Russel Mael, che da oltre 50 anni propongono con alti e bassi la loro musica affascinante, surreale, che negli anni ha saputo cavalcare vari generi, dal pop, rock, all’ art-rock, seppur non avendo mai un successo planetario; gli Sparks hanno pubblicato 25 album in studio.

Formati nel lontano 1972 a Los Angeles la musica degli Sparks è spesso accompagnata da testi intelligenti e sofisticati nonché da una presenza scenica surreale e teatrale, caratterizzata del contrasto tra le buffonate animate e iperattive di Russell e l’atteggiamento impassibile di Ron.
Sono anche noti per la distintiva e ampia voce di Russell Mael e per l’intricato e ritmico stile di tastiera di Ron Mael. Pur ottenendo successo in vari paesi in tutto il mondo, specialmente nel Regno Unito, Germania, Francia, Italia e anche in patria successivamente; sono considerati un gruppo di nicchia. Durante la fine degli anni ’70, grazie alla collaborazione con Giorgio Moroder (e successivamente con i Telex), gli Sparks si reinventarono come band new wave/synth-pop. I loro stili e le presentazioni visive che cambiano frequentemente hanno comunque mantenuto la band in prima linea nella musica pop. L’uscita del 2002 del disco “Lil ‘Beethoven“, così come gli album più recenti “Hello Young Lovers” (del 2006, il loro ventesimo album in studio), “Exotic Creatures of the Deep” (2008), e il loro musical fantasy “The Seduction of Ingmar Bergman” (2009-2010) ha portato gli Sparks a un nuovo successo di critica e commerciale, e li ha visti continuare a “sottrarsi alle convenzioni pop”. La band ha anche pubblicato nel 2015 un album con l’indie rock band scozzese Franz Ferdinand, con il nome di FFS nel 2015.

Edgar  Wright è la prima volta che si cimenta in un docu-film e spiega  lui stesso,  che ha avuto l’idea di girare un documentario come atto d’amore verso la sua band preferita: “Nel 2017 ero a un loro concerto a Los Angeles insieme al mio amico Phil Lord. Eravamo nell’area Vip e io mi guardavo attorno. I fan degli Sparks andavano dai 16 ai 60, intorno a me c’erano Steve Jones e altre star della musica intente ad ascoltare. Phil Lord mi ha detto ‘Sei tu che dovresti fare questo film’
Il film della durata di quasi 2 ore, vuole raccontare in maniera dettagliata la genesi dei singoli album e dei concerti tenuti in ogni parte del mondo, quasi come se il montaggio fosse a ritmo della musica e la trama seguisse i testi sofisticati, geniali e bizzarri del duo; moltissime gli interventi di grandi artisti del panorama pop-rock degli ultimi trent’anni come, Beck, Jack Antonoff, Weird Al, Jason Schwartzmann, Todd Rundgren, Giorgio Moroder, Flea, Alex Kapranos,Nick Rhodes dei Duran Duran e tanti altri.

Interessante anche il materiale recuperato dagli archivi privati in cui i fratelli Mael si mostrano per la prima volta nella routine della loro vita quotidiana fino ai nostri giorni, scene banali e ripetitive quasi a voler ricordare  il famoso detto di Gustave Flaubert “sii ordinario e borghese nella tua vita in modo che tu possa essere originale nel tuo lavoro”