VAR-Post Rock dall’Islanda

Nel 2013, Júlíus Óttar ha creato il suo progetto VAR. Poco dopo, si è reso conto che il progetto musicale molto complesso (una sorta di Post-Rock) andava ampliato.   Con l’aiuto di sua moglie, Myrra Rós (sintetizzatori, voce) e suo fratello Egill Björgvinsson (basso) che si uniscono alla band insieme agli amici Arnór Jónasson (chitarra) e Andri Freyr Þorgeirsson (batteria), pubblicò un EP ‘Vetur‘, un pezzo straordinario che fece guadagnare loro una fedele e nutrita fetta di fan. Dopo altri lavori,  con una line-up leggermente diversa, che vede Rós e Þorgeirsson separarsi, e il batterista Sigurður Ingi Einarsson , una nuova scintilla si è accesa all’interno dei VAR e ha dato vita a The Never-Ending Year, il lavoro che li ha fatto sicuramente uscire alla luce.

Il disco  si apre con il brano Moments che crea subito un’empatia diretta, emozioni immediate, ogni elemento si sovrappone in modo elegante prima di spogliarsi lentamente affinché la voce di Óttar sia al centro della scena. C’è una morbidezza nella sua voce che si diffonde, e anche quando ogni elemento viene aggiunto di nuovo, quel tono rimane, creando un perfetto equilibrio. Questo equilibrio rimane, anche nelle canzoni più energiche come Run and Where To Find You. Un esempio eccellente di come a volte non è necessario spingere la voce per essere ascoltati.

Lo stesso può essere applicato agli elementi musicali di The Never-Ending Year. Drowning è uno straordinario brano musicale che dura poco più di due minuti e presenta una melodia semplicistica al piano e suoni sottili sullo sfondo che creano un paesaggio sonoro che si adatta al nome della canzone.
Questo non vuol dire che i VAR abbiano adottato un approccio semplice con il loro suono, ogni canzone è stata attentamente pensata e mantiene le sue complessità. By The Ocean è stratificato con molte ripetizioni, ma man mano che ogni parte viene aggiunta, mostra che usando queste tecniche, qualcosa di sperimentale e, di nuovo, complesso, può uscirne.

Una delle cose chiave da notare su The Never-Ending Year è che si tratta di un album estremamente emotivo, ed è qualcosa da ascoltare quando sei nel giusto stato d’animo. Quando ogni brano scorre nel successivo, è come una strada senza uscita, ci sei dentro e ci rimani volentieri. Highlands si mostra sicuramente come una delle canzoni più potenti dell’album in termini di evocazione di tali sentimenti.

È strano, perché in tutto l’album c’è un contrasto. C’è morbido e pesante, lento e veloce, semplice e complesso, ma soprattutto, chiaro e scuro.  Il genere Post-Rock, ampiamente sfruttato negli anni, ha queste caratteristiche; a volte il contrasto risulta stancante e manieristico; non è questo il caso però, I Var sanno essere originali senza inventare nulla di nuovo. L’Islanda ancora una volta sembra stupirci, forse proprio perchè la conosciamo poco e quasi sempre per la musica.


Var-The Never​-​Ending Year
1.Moments
2.Fearless
3.Drowning
4.Run
5.By the ocean
6.Where to find you
7.Breathing
8.Highlands
9.Still I miss you

Var-The Never​-​Ending Year [Full Album]