Metrobolist aka The Man Who Sold The World

I cinquant’anni di un caposaldo del rock, ritorna alle origini.

Tracklist:
01. The Width Of A Circle – 2020 Mix (08:10)

02. All The Madmen – 2020 Mix (05:25)
03. Black Country Rock – 2020 Mix (03:36)
04. After All – 2015 Remaster (04:00)
05. Running Gun Blues – 2020 Mix (03:19)
06. Saviour Machine – 2020 Mix (04:30)
07. She Shook Me Cold – 2020 Mix (04:14)
08. The Man Who Sold The World – 2020 Mix (04:04)
09. The Supermen – 2020 Mix (03:45)

Dopo la ristampa del remix di Space Oddity del 2019, l’opera di “lifting” ai master originali questa volta tocca a “The Man Who Sold The World”, remixato dallo storico produttore di David Bowie Tony Visconti e verrà ristampato su CD e vinile con il nome originale “Metrobolist” (chiaro omaggio a Fritz Lang e al suo film “Metropolis” del 1927).
L’album è stato il primo degli anni ’70 di Bowie e ha segnato l’inizio della sua collaborazione triennale con il chitarrista Mick Ronson qui arruolato con il batterista Woody Woodmansey. 
Il disco esce in America nel novembre 1970, nel resto del mondo nell’aprile 1971 (otto mesi prima della pubblicazione di Hunky Dory). 

La prima particolarità che salta all’occhio è la cover e il nome dell’album.
La Parlophone, riguardo l’origine del titolo, ha assicurato che, durante il recupero dei master originali, le scatole che li contenevano avevano l’etichetta “Metrobolist” (anche se il nome era barrato), confermando così il cambio all’ultimo minuto da parte dello stesso Bowie. Sul processo di lavorazione, Visconti afferma che l’intero album è stato interamente remixato ad eccezione di “After All” perché considerata “perfetta” nel suo remaster  (quindi non remix)  del 2015.
Le canzoni splendono di una luce nuova, bassi profondi e definiti ( The Width Of A Circle ), la voce del Duca Bianco appare limpida ( Black Country Rock ) grazie ai moderni processi dinamici e alla sapiente mano e testa del grande Tony Visconti che ha il merito di non aver fatto perdere quella patinatura “anni ‘70” al disco.
L’artwork è chiaramente molto simile alla copertina dell’edizione originale della Mercury uscita negli Stati Uniti. A parte il titolo e la frase “nine songs by David Bowie”, l’altra evidente differenza è che la frase “roll up your sleeves and show us your arms“, all’epoca rimossa dalla Mercury, lasciando il balloon vuoto.
Mike Weller, che creò la cover originale, ha rielaborato anche questa ristampa.
La copertina apribile contiene anche molte immagini del servizio fotografico di Keith MacMillan alla Haddon Hall, di cui uno scatto divenne poi la cover definitiva, al di fuori degli Stati Uniti.
Oltre all’edizione in vinile nero da 180 grammi, ci saranno 2020 copie numerate a mano, in edizione limitata su vinile oro (numeri dal 1971 al 2020) e vinile bianco (numeri 1-1970), tutti distribuiti in modo casuale.
Metrobolist è disponibile su CD e vinile da venerdì 6 novembre su etichetta Parlophone: una music box ci riporta all’alba del decennio che ha visto l’istrionico artista reinventarsi per ben 4 volte.